INIZIATIVE

Quanto vale il futuro?

Il percorso di una mobilitazione per il Servizio Civile Universale

Dalla mobilitazione iniziale ai primi importanti stanziamenti, fino alla presentazione ufficiale a Roma: la campagna che chiede stabilità e universalità per l’investimento sui giovani.

L’inizio della mobilitazione: una richiesta di certezze

Tutto nasce da una domanda urgente: “Quanto vale il futuro?”. Con questo interrogativo, lo scorso ottobre, CSEV, insieme a CNESC, CSVnet, Forum Nazionale del Servizio Civile e la Rappresentanza nazionale degli operatori volontari, ha lanciato un appello forte al Governo.
L’obiettivo era chiaro: superare la precarietà seguita al triennio del PNRR e garantire che il Servizio Civile Universale non tornasse a numeri marginali. La richiesta altrettanto chiara:  risorse adeguate per permettere ad almeno 60.000 giovani ogni anno di intraprendere questa esperienza di difesa civile non armata e nonviolenta della Patria.

Un primo traguardo: nuovi stanziamenti e stabilità

La voce della rete non è rimasta inascoltata. A poche settimane dal lancio della campagna, sono arrivati i primi segnali positivi dal Governo: uno stanziamento di 220 milioni per il 2024, seguiti da ulteriori fondi per il triennio successivo (100 milioni per 2025/26 e 200 milioni per il 2027).

Si tratta di un passo avanti fondamentale che permette di uscire dall’incertezza e garantisce l’avvio al servizio per almeno 52.000 giovani già con il bando 2024. Come sottolineato dai promotori, questo rappresenta un investimento lungimirante nel bene comune, permettendo agli enti di programmare gli interventi con maggiore serenità e continuità.

Verso l'universalità: la presentazione a Roma

Il percorso della campagna è culminato lo scorso 9 dicembre con l’incontro stampa ufficiale presso la Sala Stampa CSV Lazio a Roma. In questa occasione sono stati presentati il logo e il Manifesto di “Quanto vale il futuro?”.

All’evento hanno partecipato i principali portavoce della rete, tra cui Paolo Della Rocca per CSEV, ribadendo che la strada verso l’universalità è ancora lunga. L’obiettivo resta ambizioso:

  • Raggiungere una stabilità strutturale delle risorse.
  • Far crescere il sistema coinvolgendo una platea sempre più ampia di giovani.
  • Promuovere una comunicazione istituzionale efficace, anche attraverso accordi con il mondo dell’Istruzione e dell’Università.

Un impegno che continua

Nonostante i risultati ottenuti sul fronte dei finanziamenti, l’impegno di CSEV e dei suoi partner non si ferma. Continueremo a lavorare in uno spirito di leale collaborazione con le istituzioni affinché il Servizio Civile resti un’esperienza unica, universale e nonviolenta, capace di rispondere alle sfide del domani e di valorizzare il protagonismo dei giovani.

Il futuro dei giovani è il futuro di tutti. E noi continueremo a chiederci, ogni giorno, quanto vale.

I punti chiave del Manifesto:

  • Stabilità: Risorse costanti e crescenti nel lungo periodo.
  • Universalità: Accesso garantito per tutti i giovani che desiderano mettersi al servizio.
  • Partecipazione: Coinvolgimento attivo degli operatori volontari e degli enti.
  • Promozione: Investimenti mirati nella cultura del servizio civico.

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