Servizio Civile Universale 2021: in avvio i progetti nel Veneto

Dal 30 aprile 2021 si stanno avviando in Veneto gli operatori e le operatrici volontari di Servizio Civile Universale, selezionati in occasione del Bando di selezione edizione 2020 scaduto lo scorso 17 febbraio. In occasione di questo avvio, e ricordandoci che il Servizio Civile Universale quest’anno compie vent’anni dalla legge n. 64 del 6 marzo 2001, è interessante vedere ad oggi in che settori gli enti e i giovani, prima a livello nazionale e poi con un focus sulla Regione Veneto, si approcciano e investono su questo tipo di esperienza.

Per i progetti in  avvio quest’anno, i dati nazionali forniti dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio civile universale restituiscono 55.793 giovani idonei selezionati in Italia a fronte di 123.286 domande presentate. In Veneto saranno avviati 1.753 volontari, quando le domande presentate sono state state 3.097.

Questi dati dimostrano prima di tutto l’entusiasmo e la volontà dei giovani ad intraprendere un anno di servizio civile confermando il successo di tale strumento dopo vent’anni dalla sua istituzione. Al contempo, si evince uno squilibrio significativo tra domanda (intesa come il numero delle candidature da parte dei giovani) e offerta (cioè il numero dei posti disponibili che gli enti mettono a disposizione per accogliere i giovani volontari a fronte delle risorse stanziate dal Dipartimento): la differenze tra domanda e offerta sul territorio nazionale è di 67.493, mentre nel territorio veneto è pari a 2.154. 

Gli enti del Veneto attiveranno un numero di volontari pari a 1.753 su 1.101 sedi, per un totale di 166 progetti, a riconferma dell’investimento considerevole di  risorse per dare attuazione e seguito a questo strumento che, stando ai racconti dei giovani stessi, si rivela soddisfacente sia da un punto di vista relazionale che professionale. CSEV, ha proposto in sede di Consulta Regionale di condurre una ricerca sul Servizio civile in Veneto, che possa misurare l’impatto sociale che si riversa nei territori e nei giovani, nonché la dimensione occupazionale che lo strumento Servizio civile può offrire ai volontari.

Con uno sguardo rispetto ai settori di intervento, nella macro area Nord Italia, in cui viene inclusa la Regione Veneto, il 54% dei giovani vengono impegnati in progetti di Assistenza. Le percentuali più basse di impiego dei giovani nella macro area Nord Italia riguardano invece la Protezione civile (0,7%) e l’Agricoltura in zona di montagna (0,2%).

Come previsto dalla Programmazione, tutti i progetti e i programmi di intervento concorreranno al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030, amplificando ancora di più la dimensione universale del servizio civile. A tal proposito, i programmi e progetti in avvio nel 2021 a livello nazionale contribuiranno al raggiungimento dei seguenti obiettivi:  Ob. 3 “Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età”; Ob. 4 “Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti”; Ob. 10 “Ridurre le disuguaglianze all’interno di e fra le nazioni”; Ob. 11 “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”.

Il 20 maggio 2021 è invece scaduto il termine per presentare i programmi di intervento di servizio civile universale che si attiveranno nel 2022: risultano presentati sul sistema informatico del Dipartimento 883 programmi con 4.259 progetti, rivolti a 79.992 operatori volontari.

Alla luce di questi dati, è importante fare una considerazione sul futuro del Servizio Civile. Con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, definito in seguito alla crisi economica provocata dalla pandemia del Covid-19 e finanziato dall’UE, verrà impiegata nelle prossime tre annualità la cifra di € 650 milioni, destinata a rafforzare sempre di più questo strumento (anche nell’ottica di diminuire la differenza tra domanda e offerta) e ad investire sui giovani e sugli enti di servizio civile.

Quali ulteriori evoluzioni ci aspettano?
Sicuramente un focus importante e significativo è posto nella transizione ecologica e nel Servizio civile digitale, per il quale è previsto un Bando di Programmazione sperimentale che prevede l’avvio di 1000 operatori volontari in veste di “facilitatori digitali” in tutto il territorio italiano.

Non ci resta che augurare un buon avvio a tutti gli enti di Servizio civile e un caloroso benvenuto agli operatori volontari che iniziano questa esperienza: in CSEV troverete una rete pronta a offrirvi opportunità di incontro e di formazione, nell’ottica di una vostra crescita universale verso la pace, l’uguaglianza e la nonviolenza.

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enrico fiorentin

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